Padova (martedì, 7 ottobre 2025) — La Guardia di Finanza di Padova ha denunciato 48 imprenditori agricoli per associazione a delinquere e truffa aggravata ai danni dell’Unione Europea. Le indagini, coordinate dalla Procura europea di Venezia e durate dal 2021 al 2025, hanno rivelato un vasto sistema di frode ai danni del Fondo europeo agricolo di garanzia, con contributi indebitamente ottenuti per oltre 20 milioni di euro. Il Gip del Tribunale di Padova ha disposto il sequestro preventivo di beni e somme per un valore complessivo di 17,2 milioni.
di Virginia Spennacchio
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, gli indagati – residenti in Veneto e in altre regioni italiane – avrebbero messo in piedi due principali stratagemmi per aggirare i limiti imposti dalla Politica agricola comune (Pac). Il primo consisteva nel frazionamento artificioso di un’unica azienda del padovano in dodici imprese agricole “di comodo”, con sedi dislocate tra Veneto, Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. In questo modo riuscivano a eludere il tetto massimo di 500mila euro annui previsto per i contributi destinati a ogni singola azienda.
Il secondo meccanismo fraudolento riguardava invece l’elusione del divieto di pascolamento da parte di terzi. In pratica, i titolari di titoli Pac inutilizzati – in particolare nel Nord Italia – si rivolgevano a due imprenditori padovani che fornivano loro, solo formalmente, terreni, stalle, animali e personale. In realtà, le attività di pascolo non venivano mai svolte dalle aziende beneficiarie, ma dagli organizzatori della truffa, che incassavano i proventi dei canoni di locazione dei terreni, affittati a prezzi gonfiati.
Oltre al sequestro dei beni, il giudice ha bloccato il trasferimento di titoli di pagamento per circa 4 milioni di euro, notificando il provvedimento all’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea). Gli imprenditori coinvolti sono stati anche segnalati alla Procura regionale della Corte dei Conti del Veneto per un danno erariale stimato in 32,1 milioni.
Le aziende coinvolte sono 48, di cui 16 in provincia di Padova, 8 a Verona, 3 a Treviso, 2 a Vicenza, e altre distribuite in varie regioni tra cui Lombardia, Piemonte, Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo.
Last modified: Ottobre 7, 2025



