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Vigonza, il sindaco sotto scorta dopo le minacce: «Non lascerò che vincano paura e soprusi»

Padova (giovedì, 21 agosto 2025) — A Vigonza, comune dell’hinterland padovano con oltre 23mila abitanti, la vita amministrativa si è intrecciata con episodi di intimidazione che hanno sconvolto la comunità. Tutto nasce dall’esecuzione di una sentenza legata a un abuso edilizio in via Rigato, vicenda ereditata dal sindaco Gianmaria Boscaro al momento del suo insediamento. L’avvocato, alla guida del municipio, si è trovato subito di fronte a una situazione già delineata dai tribunali: prima il Tar e poi il Consiglio di Stato hanno confermato l’irregolarità commessa dalla società Maschio Rosetta, ora a processo. «Non c’erano alternative – ha spiegato Boscaro – la sentenza andava eseguita».

di Virginia Spennacchio

Da quel momento, però, il clima in città è cambiato. Le prime avvisaglie arrivano la notte del 30 aprile 2024, quando due auto del capo dell’ufficio tecnico comunale vengono incendiate davanti alla sua abitazione, mettendo in pericolo la famiglia. Gli investigatori hanno collegato il gesto a persone vicine ai proprietari dell’area interessata dall’abuso edilizio, oggi ai domiciliari. Qualche mese dopo, a settembre, un secondo rogo colpisce la casa di una famiglia che aveva denunciato gli abusi: le fiamme lambiscono anche la facciata, alimentando un clima di paura.

Le indagini rivelano che tra gli obiettivi degli intimidatori c’era anche il sindaco. «Dalle intercettazioni è emerso che cercavano la mia auto – racconta Boscaro – volevano colpire anche me». La Prefettura decide allora di predisporre una vigilanza costante: per settimane, una pattuglia dei carabinieri presidia la sua abitazione durante la notte. «È stato un periodo difficile per me e per la mia famiglia, ma ho sentito forte la vicinanza delle istituzioni» aggiunge, ringraziando in particolare il prefetto di Padova Giuseppe Forlenza.

Per Boscaro, questi episodi mostrano come le pressioni sugli amministratori locali non siano affatto un fenomeno confinato al Sud o esclusivamente legato alla criminalità organizzata. «Anche qui al Nord – sottolinea – esistono tensioni urbanistiche, conflitti di interesse e una cultura del sopruso che genera intolleranza verso le regole». Minacce e intimidazioni, spiega, arrivano talvolta da semplici cittadini, e proprio questo le rende ancora più inquietanti.

Il sindaco però non pensa a fare passi indietro. «Ho scelto di fare il sindaco per difendere la mia comunità. Non avrei mai accettato che pochi individui ci tenessero sotto scacco. Non abbiamo risposto con vendetta, ma con la legge». Ora, con gli arresti scattati, spera che Vigonza possa archiviare questa pagina amara e tornare a respirare serenità. «La mia forza – conclude – viene dalla mia gente. E non smetterò di credere nella legalità come unico strumento per andare avanti».

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Last modified: Agosto 21, 2025
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