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Veneto, al via un progetto scientifico per fermare la diffusione della Porracchia

Padova (martedì, 19 agosto 2025) — La Ludwigia hexapetala, nota più comunemente come Porracchia, è una pianta anfibia originaria del Sud America che negli ultimi anni ha colonizzato rapidamente i corsi d’acqua del Veneto, soffocando la vegetazione autoctona e alterando gli ecosistemi fluviali. Il suo aspetto visivamente gradevole – caratterizzato da fiori gialli brillanti e foglie affusolate – nasconde in realtà un rischio concreto per la sicurezza idraulica e la biodiversità locale, problema che riguarda non solo il Veneto ma anche regioni come Lombardia e Piemonte e, su scala europea, paesi come Spagna e Romania.

di Virginia Spennacchio

Per contrastare questo fenomeno, la Regione Veneto, su iniziativa dell’assessore Federico Caner, ha finanziato una convenzione della durata di sette mesi con l’Università di Padova. Il dipartimento di Agronomia, Animali, Alimenti e Risorse Naturali, guidato dal professor Gianni Barcaccia, sarà impegnato in un progetto di ricerca finalizzato allo studio della biologia e dello sviluppo della Porracchia, individuando tecniche efficaci per limitarne la diffusione nei territori gestiti dal Consorzio di bonifica Bacchiglione e da quello Lessinio Euganeo Berico.

La specie, che può raggiungere i sei metri di lunghezza, cresce con estrema rapidità grazie alle correnti dei corsi d’acqua e tende a creare nuclei molto densi che alterano profondamente l’ambiente: riducono l’ossigeno disponibile, modificano il pH dei sedimenti, creano zone stagnanti favorevoli alla proliferazione delle zanzare e compromettono la sopravvivenza della flora nativa. A questi problemi ambientali si aggiungono gli effetti negativi sulle attività umane: la presenza della pianta può ostacolare la navigazione, interferire con l’irrigazione dei campi, compromettere le opere di bonifica e aumentare il rischio di allagamenti.

Il progetto si articola in quattro fasi principali: la mappatura della diffusione attuale della Ludwigia, l’approfondimento delle sue caratteristiche biologiche, la sperimentazione di nuove strategie di gestione della specie e la valutazione degli impatti idraulici nei canali interessati.

La Regione partecipa al progetto contribuendo con le professionalità dell’Adg Feasr Bonifica e Irrigazione e ribadisce l’importanza del ruolo dei cittadini nel contenere l’espansione della pianta. Dal 2014, infatti, il commercio della Porracchia è vietato da un regolamento europeo, e qualsiasi operazione di estirpazione deve essere eseguita con la massima attenzione per evitare la dispersione di frammenti vegetali, che favorirebbero ulteriormente la sua propagazione.

Grazie alla collaborazione tra istituzioni e mondo accademico, l’obiettivo è chiaro: proteggere i fiumi veneti e ripristinare l’equilibrio naturale degli ecosistemi fluviali prima che i danni diventino irreversibili.

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Last modified: Agosto 19, 2025
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