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Emergenze in alta quota: estate record per i soccorsi in montagna

Padova (martedì, 19 agosto 2025) — L’estate 2025 si sta rivelando non solo una delle più torride degli ultimi anni, ma anche una delle più impegnative per il Soccorso Alpino e il Suem 118. Complice l’affollamento delle vette da parte di turisti in fuga dalla calura della pianura, gli interventi sono aumentati in maniera significativa rispetto allo scorso anno. Da gennaio al 12 agosto si contano già 722 missioni di soccorso e 816 persone aiutate, quasi un centinaio in più rispetto allo stesso periodo del 2024. Il dato lascia prevedere che entro la fine dell’anno verranno superati sia i 1.081 interventi sia i 1.225 assistiti registrati dodici mesi fa.

di Virginia Spennacchio

Secondo il Soccorso Alpino Veneto, la categoria più coinvolta è quella degli escursionisti: 403 interventi nelle sole settimane che precedono Ferragosto. Si tratta per lo più di appassionati che percorrono sentieri classificati come T (turistici) o E (che richiedono un minimo di esperienza e allenamento), o – nei casi più impegnativi – tracciati EE, con tratti esposti e poco segnalati, dove è necessario utilizzare anche le mani per progredire.

Se da un lato il numero crescente di incidenti è proporzionale all’aumento di presenze, dall’altro è evidente un fattore comune in molti episodi: la scarsa preparazione. Dei 816 assistiti dall’inizio dell’anno, 147 hanno accusato un malore e 74 hanno richiesto aiuto perché avevano perso l’orientamento. Dati che – secondo gli operatori – confermano come gran parte dei soccorsi non riguardi alpinisti esperti in difficoltà, ma persone poco allenate o prive delle conoscenze necessarie per affrontare i percorsi.

L’analisi completa dei dati 2024 del Cnsas Veneto evidenzia come le cause legate alla scarsa preparazione fisica e psicologica, alla perdita dell’orientamento e all’incapacità abbiano superato il 30% del totale (nel 2023 erano al 29,3%). Anche i malori sono in leggero aumento (11,8%, +0,1%). Le cadute e le scivolate rappresentano ancora la voce più consistente (33,7%), anche se in leggero calo rispetto al 2023. L’escursionismo resta l’attività con il maggior numero di persone soccorse (55,7%), seguito dallo sci su pista (7,4%), dalle vie ferrate (5,5%) e dalla mountain bike (4,5%). In crescita il parapendio, soprattutto nella fascia prealpina, con un 2,3%.

I bollettini recenti raccontano episodi emblematici: una 21enne bloccata dal panico dopo essersi persa nella Pedemontana del Grappa, una tredicenne soccorsa a Vodo per un malore, un 23enne rimasto immobilizzato per sfinimento lungo il sentiero del Sorapiss. Episodi che confermano, da un lato, il grande impegno dei volontari e dall’altro la necessità di affrontare la montagna con maggiore consapevolezza.

Lo ricorda anche il governatore Luca Zaia, che lo scorso maggio, annunciando nuovi fondi per il Soccorso Alpino, ha richiamato alla prudenza: «Il 40% degli interventi riguarda persone illese. Molti affrontano la montagna senza adeguata preparazione e senza assicurazione. Prima di partire bisogna informarsi, equipaggiarsi e rispettare l’ambiente».

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Last modified: Agosto 19, 2025
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