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Sicurezza idraulica, il Partito Democratico chiede una strategia di investimenti strutturali

Padova (lunedì, 25 agosto 2025) – La questione della sicurezza idraulica e della cura del territorio si conferma uno dei nodi centrali nel dibattito politico veneto in vista delle prossime elezioni regionali. Dopo le recenti prese di posizione di Giovanni Manildo, candidato governatore del centrosinistra, anche la segretaria del Partito Democratico di Padova e candidata al consiglio regionale, Sabrina Doni, richiama l’urgenza di un cambio di rotta rispetto alle politiche adottate finora.

di Virginia Spennacchio

Secondo Doni, la frequenza crescente di eventi meteorologici estremi, come le piogge torrenziali che colpiscono con sempre maggiore intensità anche il Padovano, ha ormai superato la dimensione dell’emergenza episodica per diventare un fenomeno strutturale con gravi conseguenze economiche e sociali. I danni subiti da cittadini, imprese e infrastrutture pubbliche, osserva la dirigente democratica, non possono più essere affrontati solo attraverso richieste di stato di calamità e indennizzi parziali. A suo giudizio, è necessario un piano continuativo di investimenti in opere idrauliche e di manutenzione del territorio, sostenuto da fondi stabili e da un impegno politico capace di ottenere risorse non solo da Roma, ma anche dall’Unione Europea.

Il ragionamento parte da una considerazione più ampia: i cambiamenti climatici stanno trasformando radicalmente il quadro ambientale e l’aumento delle temperature rende sempre più probabile il ripetersi di fenomeni intensi e localizzati. La prevenzione, quindi, non può più essere rinviata. Per il Partito Democratico, la Regione Veneto deve darsi come obiettivo prioritario quello di finanziare e realizzare opere strutturali che rafforzino la rete di deflusso delle acque e proteggano i centri abitati più vulnerabili.

Alcuni progetti, ricorda Doni, sono già pronti ma fermi da tempo. Tra questi il canale scolmatore destinato a servire l’area ovest di Padova, rimasto bloccato a livello regionale, e l’invaso di laminazione progettato dal Consorzio di Bonifica Brenta tra Mestrino e Veggiano, a cui hanno già contribuito economicamente diversi Comuni del territorio, tra cui Rubano, Selvazzano Dentro, Saccolongo e lo stesso capoluogo. Secondo l’esponente democratica, interventi di questo tipo rappresentano esempi concreti da cui partire per impostare una strategia più ampia.

La richiesta avanzata al governo regionale è dunque quella di superare la logica dell’emergenza e di impostare una politica di lungo periodo, in cui la sicurezza idrogeologica diventi un elemento strutturale della programmazione. Nel programma di Doni e del suo partito, la manutenzione e la realizzazione di nuove opere idrauliche devono assumere un ruolo centrale, così da restituire ai cittadini la certezza che il territorio sia tutelato in modo efficace e duraturo.

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Last modified: Agosto 25, 2025
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