Padova (domenica, 24 agosto 2025) — Il dibattito sugli affitti brevi continua ad accendere il confronto a Padova. Dopo l’intervento del presidente Bertin, arriva la replica dei locatori turistici. Alberto Savio, referente cittadino di Locatour – la principale associazione regionale di categoria – accoglie l’invito a sedersi a un tavolo di dialogo, ma chiede che il confronto non si trasformi in una caccia alle streghe.
di Virginia Spennacchio
«Siamo d’accordo su un punto fondamentale – sottolinea Savio –: non bisogna criminalizzare chi sceglie di destinare il proprio immobile alle locazioni turistiche. I dati parlano chiaro: a Padova il numero degli alloggi sfitti è dieci volte superiore rispetto a quello delle case destinate ad affitti brevi. Questo significa che la crisi abitativa non nasce dal turismo, ma dalla mancata immissione sul mercato delle abitazioni vuote e, ancor più, dall’altissima domanda di posti letto da parte degli studenti fuori sede».
Secondo il rappresentante di Locatour, la questione va affrontata con misure strutturali, capaci di incidere nel medio e lungo periodo. Tra le proposte: incentivi fiscali per convincere i proprietari a rimettere sul mercato le abitazioni non utilizzate, garanzie maggiori per chi affitta a lungo termine e piani di rigenerazione urbana per rendere più vivibili interi quartieri. «Pensare di risolvere tutto puntando il dito contro le locazioni turistiche – osserva Savio – significa ridurre un fenomeno complesso a una semplificazione ingiusta».
Un altro aspetto messo in luce riguarda l’impatto economico e sociale del comparto. «I property manager non solo operano con serietà, ma contribuiscono a valorizzare Padova, creando indotto per ristoranti, negozi e attività artigianali. Aiutiamo i visitatori a vivere un’esperienza autentica e rispettosa dei quartieri, sostenendo le realtà locali. Siamo pronti a collaborare con Comune, Ascom e altri attori, condividendo buone pratiche e strumenti per garantire la convivenza con i residenti».
La linea dell’associazione è quindi chiara: disponibilità al dialogo, ma con l’impegno a partire da una lettura oggettiva dei numeri. «Le priorità – conclude Savio – restano le case vuote e la pressione abitativa generata dagli studenti. L’obiettivo comune deve essere quello di costruire una Padova accogliente e sostenibile, senza mettere sotto accusa chi lavora con professionalità e contribuisce alla crescita della città».
Last modified: Agosto 24, 2025



