Padova (martedì, 26 agosto 2025) — Un tentativo disperato, destinato però a fallire. A Piombino Dese, in provincia di Padova, un cittadino romeno di 53 anni è stato arrestato dai carabinieri dopo aver provato a manomettere il braccialetto elettronico che indossava, dispositivo applicato per monitorare il rispetto del divieto di avvicinamento all’ex compagna. L’uomo, nel tentativo di liberarsi del vincolo, è stato colto in flagranza e ora dovrà scontare un anno di reclusione.
di Virginia Spennacchio
Il segnale di allarme è scattato alla Centrale Operativa del 112 nella tarda serata di lunedì, quando i sistemi hanno rilevato un’anomalia nel funzionamento del braccialetto. Una pattuglia della Compagnia di Cittadella è stata subito inviata sul posto e ha trovato l’uomo mentre cercava di giustificarsi con versioni contraddittorie. In un primo momento, ha sostenuto che un amico, per scherzo, avesse tentato di tagliargli il dispositivo. Poco dopo, incalzato dalle domande dei militari, ha ammesso di aver cercato personalmente di rimuoverlo con l’obiettivo di raggiungere l’ex compagna, violando così il divieto imposto dal giudice.
Il comportamento non è rimasto senza conseguenze. Trasferito nelle camere di sicurezza dei carabinieri, l’uomo è stato messo a disposizione della magistratura. Nell’udienza di convalida, il Gip ha confermato l’arresto e disposto la condanna a un anno di reclusione per i reati di danneggiamento e violazione della misura cautelare.
Il caso riporta l’attenzione sull’importanza dei dispositivi elettronici come strumenti di prevenzione nei casi di violenza di genere e di tutela delle vittime. Il braccialetto, infatti, è collegato a sistemi di controllo che segnalano immediatamente ogni tentativo di manomissione o allontanamento non autorizzato. Nel caso di Piombino Dese, l’allerta ha consentito un intervento tempestivo, evitando che l’uomo potesse portare a termine il suo intento.
Negli ultimi anni, episodi simili non sono mancati in varie città italiane. Alcuni hanno visto uomini tentare di eludere il controllo con stratagemmi improvvisati, altri hanno persino rotto volontariamente il dispositivo pur di farsi arrestare e tornare in carcere. Situazioni che testimoniano quanto complesso sia l’equilibrio tra repressione dei reati e protezione delle vittime.
A Piombino Dese, invece, il sistema ha funzionato: il tentativo del 53enne si è trasformato in una prova ulteriore a suo carico e ha portato a una condanna immediata. Per l’ex compagna, almeno per ora, la misura di sicurezza ha garantito ciò che era stata pensata per assicurare: distanza e protezione.
Last modified: Agosto 26, 2025



