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Emma Mazzenga, la nonna volante di Padova: il segreto di un corpo che non invecchia

Padova (martedì, 26 agosto 2025) — A 92 anni, Emma Mazzenga continua a correre come se il tempo non esistesse. Padovana, ex docente di chimica, con alle spalle una vita dedicata alla famiglia e alla scuola, è diventata una leggenda dell’atletica master. I numeri parlano da soli: 115 titoli italiani, 31 europei, 11 mondiali, oltre a quattro record mondiali ancora imbattuti. Eppure le cifre non bastano a spiegare il fascino di una donna che incarna, in carne e ossa, l’idea stessa di invecchiamento attivo.

di Virginia Spennacchio

La sua storia, tanto semplice quanto unica, ha catturato l’attenzione dei media internazionali, compreso il Washington Post, oltre che di università e laboratori di ricerca in Italia e negli Stati Uniti. Gli scienziati vedono in lei un caso straordinario: fibre muscolari paragonabili a quelle di una settantenne, capacità di ossigenazione simile a quella di una giovane di vent’anni e un funzionamento cellulare che sembra immune all’usura del tempo. Gli studi che proseguiranno nei prossimi mesi all’Università di Padova e in alcuni centri americani proveranno a decifrare il mistero.

Emma ha iniziato a correre da ragazza, a 19 anni. Poi una lunga pausa per dedicarsi al lavoro e alla famiglia, senza mai però abbandonare del tutto lo sport. Quando ha ripreso l’attività agonistica, ha scalato le classifiche mondiali dei master con una naturalezza disarmante. Il suo segreto? «Mai fermarsi, neanche un giorno», ripete con il sorriso. Lo aveva raccontato anche al TEDXSalon 2022 a Padova, parlando dell’importanza del movimento quotidiano, di un’alimentazione equilibrata e di controlli regolari. A questi elementi aggiunge un ingrediente che non si misura in laboratorio: la gioia autentica che lo sport continua a regalarle.

Per la comunità scientifica è un enigma biologico, per i suoi concittadini è semplicemente “Emma”, la nonna volante che dimostra come passione e disciplina possano spostare i confini dell’età. Nonostante i riconoscimenti e i titoli, mantiene un profilo umile, quasi incredula dell’attenzione che la circonda. «Io corro perché mi piace, non per battere il tempo», ripete spesso.

Il suo esempio va oltre l’atletica: è un invito a non arrendersi alla sedentarietà e a credere che il movimento sia un alleato prezioso per la salute e la felicità. Per Padova, Emma è già un simbolo: una donna che ha fatto della corsa non solo una disciplina sportiva, ma una filosofia di vita. E il cronometro, davanti a lei, sembra ancora una volta dover rallentare.

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Last modified: Agosto 26, 2025
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