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Benvegnù : «Troppi morti sul lavoro, sia introdotto il reato di omicidio nei luoghi di lavoro»

Padova (martedì, 5 agosto 2025) — Un’altra giornata tragica per il mondo del lavoro. In Veneto, ieri, tre persone hanno perso la vita mentre erano impiegate nelle loro attività. A riportare l’attenzione sulla gravità della situazione è Paolo Benvegnù, responsabile nazionale Lavoro di Rifondazione Comunista, che chiede con forza un cambiamento normativo e culturale: l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro nei casi di gravi responsabilità da parte dei datori di lavoro e delle aziende committenti.

di Virginia Spennacchio

«Solo ieri abbiamo perso tre lavoratori», denuncia Benvegnù. «Un lavoratore agricolo è morto nel Mantovano, mentre due giovani operai di origine egiziana sono deceduti a Santa Maria di Sala, in provincia di Venezia. Si chiamavano Abdou Mustafa Ziad Saad, 21 anni, e Abdelwahab Hamad Sayed, 39. Ancora non è chiaro cosa sia accaduto: se siano morti per le esalazioni all’interno di una vasca che stavano controllando o se siano rimasti intrappolati al suo interno. È probabile che si tratti proprio di esalazioni tossiche».

Benvegnù parla di una vera e propria strage che si consuma ogni giorno, troppo spesso nel silenzio. «Nei primi sette mesi del 2025 sono già oltre ottocento i morti sul lavoro in Italia, a cui vanno aggiunti migliaia di infortuni e casi di malattie professionali. È il prezzo che lavoratrici e lavoratori pagano alla logica dello sfruttamento, spesso per salari minimi e in assenza di controlli adeguati».

L’esponente di Rifondazione mette anche l’accento sulle condizioni dei lavoratori migranti. «I due operai morti a Santa Maria di Sala erano arrivati in Italia, come tanti altri, per cercare un futuro. Lavoravano nell’edilizia, spesso nei settori più faticosi e precari, coprendo i vuoti lasciati da una manodopera sempre più ridotta. Sono parte della nostra classe lavoratrice, spesso la più sfruttata, ma anche tra le più determinate quando si tratta di rivendicare diritti, come hanno dimostrato le recenti mobilitazioni nella logistica».

Per Benvegnù, la battaglia per il riconoscimento del reato di omicidio sul lavoro deve diventare una priorità politica. «Vogliamo che, nei casi di responsabilità evidenti e gravi, non si parli più solo di fatalità o negligenze. Chiediamo una riforma che consenta di perseguire penalmente chi mette a rischio consapevolmente la vita dei lavoratori. E vogliamo anche che si potenzino gli organi ispettivi, oggi spesso sotto organico».

A settembre, la campagna di Rifondazione ripartirà proprio dal Veneto, dove si terranno nuove udienze del processo per la morte di Mattia Battistetti, il giovane operaio trevigiano di 23 anni deceduto sul posto di lavoro. «Sarà un’occasione per ribadire con forza le nostre richieste», conclude Benvegnù, «in una regione dove purtroppo la destra, in vista delle elezioni, continua a parlare solo di sicurezza in termini di ordine pubblico e immigrazione, ignorando la vera emergenza che colpisce chi lavora ogni giorno, spesso in condizioni di rischio invisibili ma letali».

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Last modified: Agosto 5, 2025
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