Padova, (Giovedì, 29 Gennaio 2026) — Un clima di forte commozione e protesta ha caratterizzato ieri mattina il presidio davanti alla casa circondariale di via Due Palazzi a Padova, dove associazioni di volontariato carcerario, sindacati e membri della società civile si sono radunati per denunciare le recenti decisioni dell’amministrazione penitenziaria.
di Maria Lucia Ferragina
La manifestazione è stata convocata dopo che nella notte un detenuto di 73 anni, che stava scontando la pena nell’ala di alta sicurezza da molti anni, è stato trovato impiccato nella sua cella proprio alla vigilia di un trasferimento deciso d’autorità.
I promotori del sit-in criticano la chiusura dell’ala di massima sicurezza e lo spostamento improvviso di circa venti persone verso altri istituti, definendolo un atto che interrompe progetti di rieducazione costruiti in decenni e danneggia percorsi di reinserimento sociale. La protesta è iniziata con un minuto di silenzio in memoria del detenuto deceduto, e molti presenti hanno espresso preoccupazione non solo per la tragedia ma anche per le condizioni di altri detenuti sottoposti agli stessi trasferimenti.
Tra le critiche più dure, quella che i trasferimenti siano stati gestiti senza un confronto con educatori, magistrati o operatori che da anni seguono i reclusi. Il presidio continua a chiedere maggior rispetto dei diritti umani e una revisione delle politiche carcerarie, affinché vengano tutelati i percorsi di rieducazione e non si ripetano episodi drammatici come quello avvenuto negli ultimi giorni.
Tag: Padova Last modified: Gennaio 29, 2026



