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Padova in zona rossa per il virus West Nile: aumentano i casi in Veneto, cresce l’allerta sanitaria

Padova (mercoledì, 23 luglio 2025) – Dopo il decesso di un’anziana nel Lazio per infezione da virus West Nile, si alza il livello d’allerta in tutto il Paese. In Veneto è Padova la prima provincia a entrare in zona rossa, dopo la segnalazione di un primo caso umano positivo: una donatrice di sangue, colpita da febbre ma curata a domicilio. A preoccupare è anche un secondo caso segnalato il 22 luglio, un uomo di 67 anni residente a Cavarzere, attualmente ricoverato a Padova.

di Virginia Spennacchio

L’allarme arriva dall’Istituto Superiore di Sanità, che evidenzia come la circolazione del virus sia già confermata anche nelle province di Rovigo e Venezia (zone gialle), dove finora sono stati riscontrati solo casi su animali selvatici e zanzare. Il monitoraggio è effettuato tramite 57 trappole attive in tutte le province venete, escluse Belluno, da cui sono stati raccolti oltre 40.000 esemplari, per il 92% della specie Culex pipiens, principale vettore del virus.

Il cambiamento climatico sta ampliando il raggio d’azione di zanzare e altri vettori, favorendo l’esplosione di malattie un tempo tropicali. Secondo la Sima, Società Italiana di Medicina Ambientale, in Europa i casi autoctoni di Dengue sono aumentati del 600% tra il 2010 e il 2022. In Veneto, dal 1° gennaio al 30 giugno 2025, sono stati registrati anche 3 casi di Chikungunya, 5 di Dengue, 4 di Zika, 12 di Tbe (trasmessa dalle zecche) e 5 di Toscana virus, alcuni dei quali nella provincia di Padova.

Il Ministero della Salute, che ha attivato il numero verde 1500, invita i cittadini a seguire misure di prevenzione: utilizzo di repellenti, indumenti protettivi, zanzariere, e l’eliminazione di ristagni d’acqua. La Regione Veneto ha inoltre intensificato le attività di disinfestazione, istituito tavoli di monitoraggio presso le Usl e coinvolto anche i servizi sanitari marittimi e aerei.

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Last modified: Luglio 23, 2025
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