Padova (venerdì, 1 agosto 2025) — La Polizia di Stato è tornata a intervenire con decisione contro una delle forme di criminalità più vigliacche: le truffe agli anziani. L’ultimo episodio si è verificato a Padova nel pomeriggio del 29 luglio, quando un uomo di circa 40 anni, originario della Campania e con precedenti specifici, è riuscito con l’inganno a sottrarre denaro e gioielli a due donne molto anziane, rispettivamente di 80 e 90 anni, nella zona della Guizza.
di Virginia Spennacchio
L’uomo, utilizzando la ben nota tecnica della finta telefonata da parte di un presunto avvocato, ha fatto credere alle vittime che una loro parente fosse stata fermata dalle forze dell’ordine. A quel punto ha chiesto una somma di denaro come cauzione, specificando che un agente sarebbe passato di lì a breve per ritirare la cifra. Così è stato. Un soggetto si è presentato a casa delle due donne, si è finto un appartenente alla polizia, e ha raccolto quanto richiesto. In un caso è riuscito ad appropriarsi di 800 euro in contanti, alcuni monili d’oro e persino della carta bancomat con relativo PIN, con cui ha prelevato altri 2.000 euro in modo fraudolento. In un altro episodio, ha portato via 250 euro, tre fedi nuziali e un orologio.
La prima truffa è stata segnalata direttamente dalla vittima che, insospettita, ha chiamato il 113. Grazie alla tempestiva segnalazione e a una rapida attività investigativa, gli agenti della Squadra Mobile – coordinati dal vicequestore Immacolata Benvenuto – sono riusciti a localizzare il sospettato. L’uomo, infatti, dopo i colpi messi a segno si era spostato con l’autobus verso la stazione ferroviaria, pronto a lasciare la città. Qui è stato intercettato dagli investigatori, anche grazie alla descrizione fornita da una delle vittime e all’uso delle telecamere di sorveglianza presenti in zona.
Bloccato fuori dalla stazione, è stato trovato in possesso della refurtiva: i contanti, i gioielli, e persino le tre fedi rubate. Solo la carta bancomat era stata gettata via, e infatti è stata successivamente ritrovata in un bidone dei rifiuti vicino allo scalo ferroviario.
Durante il controllo in Questura, mentre si formalizzavano gli atti, la polizia ha potuto collegare anche un secondo caso di truffa, avvenuto la mattina stessa nella medesima area, con modalità quasi identiche. Inoltre, si è scoperto che l’uomo era già stato indagato per truffa ad aprile sempre dalla Squadra Mobile di Padova. In quell’occasione si era spacciato per carabiniere e aveva convinto un’altra anziana, quasi novantenne, a consegnargli 10.000 euro in gioielli, a seguito della solita falsa storia della nipote in difficoltà.
Il truffatore, già autore di altri tre episodi simili tra marzo e aprile 2025 a Verona, Villafranca di Verona e Brescia, è stato arrestato in flagranza di reato con l’aggravante di aver approfittato della condizione di vulnerabilità delle vittime. Il giorno successivo, 30 luglio, è stato processato per direttissima: il giudice ha convalidato l’arresto e gli ha imposto il divieto di dimora in tutto il territorio del Veneto.
Tutti i beni e il denaro rubati sono stati restituiti alle legittime proprietarie nella stessa serata del 29 luglio. Un risultato importante per la Polizia di Stato, che continua a tenere alta l’attenzione su questo tipo di reati, investendo risorse umane e mezzi per contrastare i malviventi che prendono di mira le fasce più fragili della popolazione.
Last modified: Agosto 1, 2025



