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Commercio in difficoltà: i negozi di quartiere pagano la prudenza dei consumatori

Padova (sabato, 11 ottobre 2025) — Nel 2025 l’economia padovana si muove in linea con l’andamento nazionale, mostrando segni di stabilità ma anche una netta debolezza nei consumi. Secondo i dati elaborati da Confesercenti su base Confesercenti-CER, nel terzo trimestre dell’anno il Pil italiano cresce appena dello 0,1% e la spesa delle famiglie aumenta dello 0,2% rispetto al trimestre precedente, registrando un +0,6% su base annua. I numeri segnalano, infatti, una fase di stagnazione dopo il dinamismo del 2024.

di Virginia Spennacchio

Nei primi nove mesi del 2025, la crescita complessiva dei consumi si ferma allo 0,3%, contro l’1,3% dell’anno precedente, e le previsioni indicano un aumento reale di appena lo 0,5% a fine anno. Un dato che, sebbene positivo a livello nazionale, ha effetti limitati sull’economia locale.

Nel commercio al dettaglio, il quadro resta fragile: le vendite in volume calano dello 0,4% nel trimestre, penalizzate dai costi di gestione sempre più alti e dalla prudenza dei consumatori. Migliora leggermente il clima di fiducia, con l’indice delle famiglie che sale da 95,9 a 96,5 punti e quello delle imprese commerciali da 103,1 a 103,7, pur rimanendo sotto i livelli di inizio anno.

Sul fronte del lavoro, si registra un aumento dello 0,9% degli occupati, ma le flessioni di agosto invitano alla cautela. L’inflazione si attesta all’1,6%, sotto il target BCE: una stabilità dei prezzi che, tuttavia, non riesce a stimolare in modo significativo la spesa interna.

«Nel nostro territorio la crescita c’è, ma resta troppo debole per generare un vero rilancio dei consumi e degli investimenti» afferma Nicola Rossi, presidente di Confesercenti del Veneto Centrale. «Le famiglie padovane sono prudenti, frenate da costi elevati e salari che non recuperano. I negozi di quartiere e le piccole attività vivono una fase difficile, con margini ridotti e domanda incerta».

Rossi sottolinea la necessità di interventi strutturali: «Servono politiche fiscali e creditizie più incisive, capaci di sostenere il potere d’acquisto e favorire investimenti e innovazione. Il 2026 sarà un anno decisivo: la fine degli incentivi del Pnrr e i nuovi dazi metteranno alla prova la tenuta dei consumi e del tessuto economico locale».

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Last modified: Ottobre 11, 2025
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