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Frode milionaria ai fondi agricoli Ue, confiscati 4,7 milioni a quattro imprenditori padovani

Padova (giovedì, 28 agosto 2025) — Quattro imprenditori agricoli padovani sono stati condannati in via definitiva per una maxi-frode ai danni del Fondo Europeo Agricolo di Garanzia (FEAGA). Le pene, stabilite dal Tribunale di Padova e confermate sia dalla Corte d’Appello di Venezia che dalla Cassazione, vanno da un minimo di 1 anno e 8 mesi fino a un massimo di 2 anni e 8 mesi di reclusione. Oltre alle condanne penali, i giudici hanno disposto la confisca di beni per un valore complessivo di circa 4,7 milioni di euro.

di Virginia Spennacchio

L’inchiesta, condotta dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Padova sotto la direzione della Procura, ha messo in luce un articolato sistema fraudolento attivo tra il 2015 e il 2020. Gli imprenditori, attraverso sei aziende agricole con sedi distribuite nelle province di Padova, L’Aquila e Perugia, avrebbero ottenuto indebitamente contributi europei grazie a un meccanismo di false dichiarazioni e prestanome.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i condannati introdussero fittiziamente nel settore due presunti “giovani agricoltori”, formalmente intestatari delle domande di finanziamento, ma in realtà privi dei requisiti richiesti. Questo stratagemma ha consentito di accedere a premi e titoli agricoli legati alla gestione solo apparente di terreni situati in diverse province italiane, tra cui Bolzano, Trento, Ascoli Piceno, Perugia e L’Aquila.

I fondi percepiti, pari a circa 4,76 milioni di euro, venivano successivamente trasferiti ai reali beneficiari tramite un complesso intreccio di fusioni societarie e compravendite simulate, che rendevano più difficile risalire ai responsabili.

Il Tribunale ha quindi disposto la confisca di partecipazioni societarie, disponibilità finanziarie, polizze assicurative, immobili, terreni e persino di un intero complesso aziendale, per un valore stimato di oltre 3,3 milioni di euro. Parallelamente, la Procura Regionale della Corte dei Conti del Veneto ha avviato un procedimento per danno erariale, ottenendo il sequestro conservativo di ulteriori beni per 3,9 milioni.

Infine, gli imprenditori coinvolti sono stati segnalati agli organismi pagatori competenti, che ora dovranno attivarsi per il recupero delle risorse europee sottratte indebitamente. L’operazione rappresenta uno dei casi più significativi di frode ai fondi agricoli emersi in Veneto negli ultimi anni e conferma l’impegno delle autorità nel contrasto alle irregolarità che minano l’attuazione della Politica Agricola Comune.

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Last modified: Agosto 28, 2025
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