Padova (lunedì, 18 agosto 2025) — Un colpo particolarmente violento, messo a segno nel cuore della notte e terminato soltanto grazie all’intervento degli investigatori della Squadra Mobile di Padova. Nella notte tra il 10 e l’11 agosto, nel quartiere Guizza, una coppia di settantenni è stata aggredita nella propria abitazione da tre uomini entrati con il chiaro intento di compiere un furto.
di Virginia Spennacchio
Quando i coniugi sono rientrati in casa, si sono trovati davanti i ladri incappucciati che non hanno esitato a immobilizzarli e a colpirli con estrema brutalità pur di garantirsi la fuga. L’uomo, che ha tentato di reagire, è stato scaraventato a terra con un colpo di piede di porco e preso a calci anche quando era già inerme. Dopo aver sottratto cellulari e alcuni oggetti di valore, i tre hanno tentato di forzare una cassaforte utilizzando una mola a disco, desistendo solo in seguito al rumore che rischiava di attirare l’attenzione dei vicini.
Il caso è stato collegato subito a una serie di furti registrati nelle settimane precedenti tra Padova e la prima cintura urbana. Le modalità operative, i veicoli utilizzati e le fasce orarie dei colpi sono risultati corrispondenti. Grazie al monitoraggio degli spostamenti di un’auto in uso a un venticinquenne albanese residente poco fuori città, gli agenti hanno localizzato una possibile base operativa in una palazzina, osservandola per due giorni consecutivi prima di fare irruzione.
Nel covo sono stati trovati cinque uomini, tutti albanesi, circondati da quella che è apparsa subito una vera e propria “dotazione da scasso”: mole elettriche, piedi di porco, guanti in lattice, torce, ricetrasmittenti, oltre a borse griffate, gioielli, contanti e vestiti identici a quelli immortalati da una telecamera nei pressi della villa rapinata. Tre dei presenti sono stati riconosciuti come autori della rapina della Guizza e sottoposti a fermo di polizia giudiziaria, poi trasformato dal gip in custodia cautelare in carcere. Gli altri due, appena arrivati in Italia e probabilmente pronti a unirsi alla banda, sono stati denunciati e immediatamente espulsi.
Gli investigatori stanno ora ricostruendo l’intera attività della cellula, sospettata di aver messo a segno almeno una trentina di furti e rapine tra Padova, Albignasego, Montegrotto, Campodarsego e altri comuni della provincia. Il questore Marco Odorisio ha evidenziato che la struttura individuata operava con metodi particolarmente violenti e organizzati, colpendo famiglie all’interno delle loro abitazioni e generando una forte sensazione di insicurezza. Lo smantellamento della banda, ha concluso, rappresenta una risposta dovuta non soltanto alle vittime dirette, ma all’intera comunità.
Last modified: Agosto 18, 2025



