Un episodio di grave violenza e bullismo ha scosso Padova nei giorni scorsi. Vittima una donna di 58 anni, senza fissa dimora e affetta da gravi problemi di salute, che si è trovata nel mirino di cinque adolescenti, tutte ragazze tra i 13 e i 17 anni. Le giovani, già conosciute alle forze dell’ordine per atteggiamenti aggressivi e comportamenti antisociali, l’hanno insultata, derisa e privata di un sostegno fondamentale per la sua mobilità: la stampella ortopedica.
di Virginia Spennacchio
L’aggressione è avvenuta lunedì 25 agosto in un esercizio di via Norma Cossetto, nella zona della stazione ferroviaria, e si è poi protratta fino al piazzale antistante lo scalo. Secondo la ricostruzione della Polizia, la banda ha prima preso di mira la donna con offese e frasi denigratorie, quindi le ha spruzzato più volte acqua sul volto con una pistola giocattolo. Nonostante le suppliche della vittima, le ragazze hanno proseguito, arrivando a sottrarle la stampella necessaria per camminare. Solo l’arrivo tempestivo delle Volanti e dei Poliziotti di Quartiere ha posto fine alle vessazioni, permettendo di soccorrere la donna e identificare le responsabili.
A conclusione dell’istruttoria, il Questore di Padova Marco Odorisio ha adottato provvedimenti severi. Quattro delle adolescenti, tutte con più di 14 anni, sono state colpite da un Daspo “Willy” della durata di tre anni, che vieta loro l’accesso a locali pubblici e di intrattenimento nell’area della stazione. Per due di loro è stato inoltre disposto un avviso orale. La ragazza di 13 anni coinvolta nell’episodio, non imputabile per età, è stata segnalata. Il caso non è isolato. I dati diffusi dalla Questura mostrano un aumento significativo delle misure di prevenzione nei confronti dei minorenni: nei primi sette mesi del 2025 sono stati adottati 58 provvedimenti, quasi il triplo rispetto allo stesso periodo del 2024, quando erano stati 20.
Una crescita che evidenzia un fenomeno preoccupante di devianza giovanile e violenza verso soggetti fragili. L’episodio ha destato sconcerto non solo per la brutalità gratuita, ma anche per la condizione della vittima, particolarmente vulnerabile. Le istituzioni sottolineano la necessità di risposte tempestive e coordinate, capaci non solo di sanzionare, ma anche di prevenire comportamenti che rischiano di sfociare in vere e proprie derive criminali. La donna, assistita subito dopo i fatti, ha raccontato la paura e l’umiliazione subite. Un caso che riapre il dibattito sul ruolo delle famiglie, della scuola e delle comunità locali nel contrastare episodi di violenza giovanile, affinché Padova e le sue strade non diventino teatro di simili atti di crudeltà.
Last modified: Agosto 31, 2025



