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Nuove tecnologie e sinergie istituzionali per esplorare la Laguna Sud

Padova (martedì, 19 agosto) — Tra fine agosto e inizio settembre prenderà il via un’importante campagna scientifica nella Laguna Sud, con l’obiettivo di ricostruire l’evoluzione ambientale e storica di un’area finora poco studiata. A guidare l’iniziativa è l’Università di Padova insieme alla Provincia, con il coinvolgimento dell’Università Iuav di Venezia e del Cnr-Ismar, e il supporto della Soprintendenza.

di Virginia Spennacchio

Si tratta di un progetto di ricerca multidisciplinare che non prevede attività di scavo, ma l’impiego di tecnologie avanzate per il rilievo geofisico di superficie: verranno utilizzati droni, ecoscandagli e sistemi Lidar in grado di produrre mappe digitali ad altissima risoluzione. Grazie a questi strumenti, i ricercatori potranno individuare trasformazioni idrogeologiche che hanno interessato la laguna nel corso dei millenni e, con un po’ di fortuna, intercettare tracce archeologiche attualmente sommerse sotto sedimenti o acqua.

Uno degli elementi centrali dell’operazione è la collaborazione tra i diversi enti coinvolti. L’Isola Millecampi rivestirà un ruolo chiave: il Casone d’acqua di proprietà della Provincia di Padova, situato sull’isola, è stato infatti individuato come base operativa e centro logistico del progetto. Si tratta di una struttura che, nelle intenzioni degli organizzatori, potrebbe nel tempo diventare un punto di riferimento stabile per lo sviluppo di attività di ricerca scientifica e per la valorizzazione del patrimonio naturale della laguna meridionale.

Secondo Francesco Musco, direttore delle attività di ricerca per lo Iuav, la Laguna Sud è stata finora poco approfondita nonostante la sua elevata capacità informativa. L’approccio interdisciplinare che caratterizza questa iniziativa renderà possibile l’analisi congiunta delle trasformazioni ambientali e delle modalità insediative che, nel corso dei secoli, hanno consentito all’uomo di adattarsi a un paesaggio mutevole e complesso.

Anche Daniele Canella, vicepresidente vicario della Provincia di Padova, sottolinea l’importanza di questa opportunità per approfondire la conoscenza della Laguna Sud grazie all’utilizzo di metodologie innovative e non invasive. Il Casone d’acqua, aggiunge, si candida a diventare un centro nevralgico per la ricerca scientifica e per la valorizzazione del patrimonio naturale e culturale dell’area.

I dati raccolti in questa prima fase costituiranno la base per lo sviluppo di ulteriori progetti congiunti tra gli enti. Padova si conferma così protagonista attiva in un percorso che guarda alla laguna come a un laboratorio a cielo aperto dove scienza, storia e ambiente si intrecciano per generare nuove conoscenze.

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Last modified: Agosto 19, 2025
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