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Nordest, eventi estremi destinati a crescere del 50% entro fine secolo

Padova (giovedì, 11 settembre 2025) — Il Nordest italiano si prepara a un futuro climatico caratterizzato da fenomeni meteorologici sempre più intensi e concentrati. A lanciare l’allarme è Marco Marani, docente dell’Università di Padova e presidente del Critical, il Centro Studi sugli Impatti dei Cambiamenti Climatici con sede a Rovigo, che coordina una ricerca sulla distribuzione e l’evoluzione degli eventi estremi. L’obiettivo è creare una mappa che consenta di individuare le aree più vulnerabili e pianificare strategie di intervento.

di Virginia Spennacchio

Secondo Marani, i dati raccolti raccontano un trend inequivocabile. A Padova, per esempio, esiste una serie storica che registra le precipitazioni dal 1725: dal secondo dopoguerra si evidenzia un aumento del 20% dell’intensità delle piogge estreme. Un incremento legato al riscaldamento globale, che determina un duplice effetto: diminuisce la quantità media di pioggia ma cresce la violenza con cui essa cade in intervalli sempre più brevi. In prospettiva, entro il 2100 si stima un incremento compreso tra il 20% e il 50% rispetto ai livelli di fine Novecento.

L’impatto non sarà uniforme. Alcune aree pedemontane e la zona del delta del Po mostrano già incrementi significativi. Lo stesso vale per diversi territori urbani, come dimostrano i nubifragi che negli ultimi giorni hanno colpito Padova, Vicenza e Marghera, mandando in tilt i sistemi di drenaggio. Qui servono interventi mirati sulla rete minore, fossati e collettori, mentre per i grandi corsi d’acqua risultano fondamentali infrastrutture come le casse di espansione.

Le strategie di adattamento, sottolinea Marani, non possono limitarsi alle grandi opere. Anche la pianificazione urbana dovrà cambiare volto, introducendo soluzioni come tetti verdi e giardini pensili per trattenere l’acqua piovana, oltre a incrementare le aree verdi cittadine. Un approccio che richiede programmazione e incentivi, dato che gli interventi hanno costi elevati e tempi lunghi di realizzazione.

L’aumento delle temperature aggiunge un ulteriore fattore di rischio: negli ultimi trent’anni il Nordest ha registrato un incremento di 1,3-1,5 gradi, in linea con la tendenza globale. Le proiezioni parlano di un innalzamento di quattro gradi rispetto all’era preindustriale entro fine secolo. “Il clima che ci attende sarà diverso da quello che conosciamo: bisogna prepararsi e adattarsi”, avverte Marani, ribadendo la necessità di agire subito con misure strutturali e diffuse.

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Last modified: Settembre 11, 2025
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